Shpella Markt Shytani

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Shpella Markt Shytani (detta anche Shpella Mark) è una grotta situata nel villaggio di Curraj I Eperm, nel massiccio delle Alpi Albanesi (Distretto di Tropoje). Il Gruppo Speleologico Martinese ha partecipato attivamente all’esplorazione e alla documentazione di questa grotta, attraverso due spedizioni svolte nel 2015 e nel 2016.

Il villaggio di Curraj I Eperm
Il villaggio di Curraj I Eperm

Scoperta e prime esplorazioni

La scoperta di questa grotta risale al 2009, grazie alla segnalazione fatta da un pastore (Markt Shytani, da cui prende il nome) al Gruppo Speleologico Faentino.

L’anno successivo, nel 2010, il Gruppo Speleologico Faentino, insieme a speleologi triestini (CGEB) e sloveni (DRZJ Luka Čeč), iniziarono le ricerche in questa grotta. Quell’anno vennero rilevati circa 300 metri con le esplorazioni che si fermarono in cima ad un pozzo stimato di 90 metri.

Il primo contributo del nostro gruppo

Nel 2014, due componenti del Gruppo Speleologico Martinese (Claudio Pastore e Pasquale Calella) si unirono al Gruppo Speleologico Faentino (GSF) in una spedizione a Curraj I Eperm. Il programma della spedizione prevedeva un solo giorno di esplorazione alla Shpella Markt, utile per effettuare il rilievo della grotta ed esplorare il P90 mancante, valutando possibili prosecuzioni.

Appunti esplorativi - Shpella Mark (anno 2014)
Diario di spedizione – Shpella Markt (anno 2014)

Per approfondire: Albania 2014

Progetto Curraj 2015 e 2016

Dal rientro della spedizione del 2014, si è deciso di esplorare Shpella Mark in maniera più sistematica. Sono state organizzate 3 spedizioni a Curraj I Eperm, due organizzate dal Gruppo Speleologico Martinese, con la collaborazione del Gruppo Speleologico Bolognese – Unione Speleologica Bolognese, del Gruppo Speleologico Faentino e dell’associazione la Venta, e una spedizione organizzata da Ivano Fabbri inserita nello stesso progetto di ricerca, ma in un periodo differente.

Fotografia di gruppo davanti al campo base di Curraj i Eperm
Il gruppo esplorativo di Curraj 2015

La prima spedizione, Progetto Curraj 2015, ha visto la partecipazione di 12 speleologi italiani provenienti da tre gruppi diversi. Grazie a questa spedizione (che ha visto l’alternarsi di circa 8-10 squadre in 5 giornate dedicate alle esplorazioni in grotta) è stato possibile realizzare una documentazione completa di tutta la grotta, scoprire un nuovo ramo (Il Ramo Patagonico) e rifare il rilievo con Topodroid. Le nuove esplorazioni hanno aggiunto più di 600 metri allo sviluppo già noto, portando la lunghezza complessiva della grotta a poco meno di un chilometro.

Nel 2016 Ivano e il gruppo faentino tornarono alla Shpella Mark per iniziare l’esplorazione di una via parallela al P90 (Pozzo Invano).

I buoni risultati di queste due spedizioni hanno portato all’organizzazione di una seconda spedizione denominata Progetto Curraj 2016. Quell’anno il gruppo era composto da 12 speleologi provenienti da quattro diversi gruppi italiani.

Curraj 2016 - Il gruppo esplorativo
La squadra di esploratori di Curraj 2016

Sono stati mantenuti i ritmi simili all’anno precedente (5 giorni dedicati alla Shpella Mark suddivisi in squadre da 3-4 persone al massimo) con meno attenzione all’aspetto di documentazione, ma più concentrati sull’esplorazione di nuove vie e a completare tutto ciò che era possibile rilevabile. Il lavoro è stato abbastanza faticoso e ulteriori 533 metri si sono aggiunti al rilievo precedente.

Per approfondire:

Descrizione della grotta

La grotta si raggiunge dopo un paio d’ore di cammino dal villaggio, inizialmente su sentiero, poi inoltrandosi nel bosco. Il percorso è lungo 3,3km con un dislivello positivo complessivo di 520m. L’ingresso della grotta, situato a quota 1156 metri, è uno stretto passaggio impostato su frattura che soffia un potente getto d’aria.

L'ingresso di Sphella Markt
L’ingresso di Sphella Markt (Foto O. Lacarbonara – 2015)

La grotta si sviluppa principalmente su due livelli, che si discostano tra loro soprattutto nelle morfologie. Il livello basso si presenta nettamente vadoso, fortemente regolato negli andamenti dalla fatturazione, mentre quello superiore ha morfologie di tipo freatico fossile.

Il livello più alto si sviluppa su quote prossime a quella dell’ingresso (+8, -58 metri) e comprende tutti i primi ambienti fino al P90, i rami laterali del P90 e il Ramo Patagonico che si apre a circa 70 metri dall’ingresso. Le direzioni in pianta di questo livello sono impostate a S, SO e SE. In questo livello si trovano gli ambienti più grandi della grotta e dove l’aria è percepita in maniera più forte.

Concrezione a vela nel ramo "patagonico"
Concrezione a vela nel “Ramo Patagonico” (Foto O. Lacarbonara – 2015)

Il secondo livello, più profondo, si raccorda con il superiore tramite il P90 esplorato nel 2014 e probabilmente anche tramite la via parallela del Pozzo Invano. La grotta in questa zona è impostata in direzioni NO e NE, speculari rispetto a quelle del livello superiore.

Il tratto allagato "ultima spiaggia" (Foto O. Lacarbonara - 2016)
Il tratto allagato “ultima spiaggia” (Foto O. Lacarbonara – 2016)

Rilievo di Shpella Markt Shytani

Lo sviluppo attuale di Shpella Markt Shytani è di 1470 metri con un dislivello totale di 174 metri (+8 metri rispetto all’ingresso e -166 metri sul fondo denominato ultima spiaggia).

rilievo Shpella Markt Shytani
Shpella Markt Shytani – il rilievo aggiornato

Il rilievo è stato rifatto totalmente nel 2015 e aggiornato fino al 2016. Hanno partecipato alle operazioni di rilievo speleologi del Gruppo Speleologico Martinese, del Gruppo Speleologico Bolognese – Unione Speleologica Bolognese e del Gruppo Speleologico Lunense.

Fotografie di Shpella Markt Shytani

Qui di seguito una selezione di fotografie che abbiamo realizzato in due anni di spedizione che descrivono questa grotta meglio di tante parole.

Prospettive future

Shpella Markt Shytani è una grotta che ha ancora diversi punti interrogativi che restano da verificare. Con la scoperta di Shpella Shtares, le nostre attenzioni si sono concentrate nella vallata di Vrane e Madhe ma non è escluso che in futuro possano continuare le esplorazioni in questa grotta soprattutto se unite ad una rivalutazione approfondita dell’area circostante.

I fronti esplorativi lasciati in sospeso prevedono di dover risalire lunghi camini nella zona del P90 e di effettuare risalite e traversi nella zona nel ramo lettonico e dell’ultima spiaggia per bypassare la parte allagata. Il fronte più facile lasciato in sospeso è la via “parallela” al P90. In questo punto siamo fermi su un pozzo in discesa che molto probabilmente (come suggerisce la pianta) dovrebbe congiungersi con il ramo a monte alla base del P90. La grotta potrebbe essere parte di un complesso molto più grande che probabilmente si estende a quote superiori e non è detto che la via più fortunata sia necessariamente verso il fondo.