Alpi Albanesi, Sphella Shtares raggiunge i 2,7km di sviluppo

È ancora in corso, in Albania, la spedizione esplorativa denominata “Shtares 2017”, organizzata dal Gruppo Speleologico Martinese in collaborazione con l’associazione La Venta Esplorazioni Geografiche, GSB-USB di Bologna, il Gruppo Speleologico Faentino e patrocinato dalla Società Speleologica Italiana. La spedizione è composta da 21 speleologi italiani provenienti da 8 gruppi diversi che stanno lavorando nel nord dell’Albania, nell’area Nikaj-Mertur, ai confini di pertinenza della Prefettura di Scutari. Attualmente il gruppo esplorativo si sta spostando nel villaggio di Macukull per continuare le esplorazioni sul Mali e Dejes, un altro massiccio albanese.

Obiettivo principale della spedizione “Shtares 2017” era quello di scoprire le potenzialità di una grotta scoperta nell’agosto del 2016 e denominata appunto “Shpella Shtares”.

L'ingresso di Shpella Shtares (foto di Orlando Lacarbonara)

L’ingresso di Shpella Shtares (foto di Orlando Lacarbonara)

La cavità è situata a 3,25km dal villaggio di Vrana e Madhe, nel distretto di Tropoje. Il suo ingresso a quota 1440 mt, è caratterizzato da un portale alto quasi 9 metri e da due grosse gallerie parallele da cui fuoriesce un getto d’aria molto forte e gelido. La temperatura della grotta si attesta intorno ai 4°C.

Nei sei giorni utili di lavoro sono stati esplorati e rilevati oltre 2,7km di nuove condotte e gallerie. Il dislivello tra i vari rami raggiunti si attesta ad una profondità di 76 metri. L’estensione della grotta al momento si attesta a oltre 700 metri e attraversa tutto il versante Sud Est della montagna Mali e Shtrezes fermandosi attualmente a 150 metri dal crinale che segna il confine tra la Prefettura di Kukës e quella di Scutari. Gli ambienti della cavità e l’importante corrente d’aria suggeriscono che ci troviamo sul livello freatico di un complesso carsico con diversi ingressi disseminati nella montagna.

Le grandi ramificazioni interne della grotta (foto di Orlando Lacarbonara)

Le grandi ramificazioni interne della grotta (foto di Orlando Lacarbonara)

Diversi sono i punti di prosecuzione che la grotta suggerisce e che diventeranno l’obiettivo delle future spedizioni.

Dal un punto di vista scientifico sono stati effettuati campionamenti bio-speleologici di fauna troglobia rinvenuti nelle zone più interne della grotta e che verranno analizzati al nostro rientro in Italia. Sono state effettuate, inoltre, documentazioni fotografiche e video interne ed esterne alla grotta con lo scopo di realizzare un rilievo tridimensionale di alcuni ambienti della cavità e riprese aeree con l’ausilio di un drone.

Hanno contribuito all’esplorazione: Pasquale Calella, Sebastiano Calella, Giuseppe Caliandro, Antonella Devito, Matilde Manfredi, Alessandro Marraffa, Michele Marraffa, Gianpiero Lacarbonara, Orlando Lacarbonara, Donatella Leserri, Claudio Pastore, Michele Pastore, Angelo Semeraro (G.S. Martinese), Susana Crespo (G.S. Lunense), Norma Damiano (La Venta/GS CAI Napoli), Federico Di Vita (G.S. Lucchese), Ivano Fabbri (G.S. Faentino), Nico Masciulli (GASP!), Tommaso Santagata (La Venta) Alessandro Severini (G. Grotte Grottaglie)