Mini Campo invernale sul Monte Alpi e Monte Raparo

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Dal 31 Dicembre al 6 Gennaio si è svolto un mini campo invernale organizzato dal gruppo speleologico Marchigiano, al quale hanno aderito vari gruppi speleologici campani e pugliesi, tra cui il nostro GSM, per conto del quale hanno partecipato Michele, Claudio e Alessandro dal 2 al 5 Gennaio 2013.

Il monte Alpi ed il monte Raparo sono due blocchi carbonatici che sono quasi del tutto vergini dal punto di vista speleologico infatti non sono ancora conosciute cavità importanti dal momento che, oltre quelle  del gruppo Marchigiano, sono ancora poche e saltuarie le campagne speleo svolte nella zona.
Obbiettivo del campo è stato quello di battere la zona per poter valutare le potenzialità effettive della zona, sfruttando la poca neve presente sul monte Alpi e la mancanza di copertura arborea del monte Raparo.

Diario del GSM dal 2 al 5 Gennaio

2 Gennaio: all’arrivo in paese, ovviamente, gli altri partecipanti presenti sul posto ormai dal 31 di Dicembre erano già in giro a far battuta, chi sull’Alpi e chi sul Raparo. Noi, dopo un veloce pranzo, ci siamo recati sull’Alpi a fare una passeggiata, giusto per saggiare il nuovo territorio su cui stavamo mettendo piede.
Dopo questa breve passeggiata di un paio d’ore siamo riscesi in paese per incontrare gli altri ormai di ritorno dalle uscite.

3 Gennaio: questa volta tocca anche a noi. L’incontro mattutino ci permette di organizzare le squadre. A noi tocca scandagliare i versanti Sud e Sud-Est del Raparo.

Astigo ci accompagna al punto di partenza e ci dà qualche dritta sulla zona. A questo punto inizia il tour de force per arrivare quasi in cima al monte e trovare qualche buco “soffiante”.
Dopo circa sei ore di battuta e aver girato in lungo e in largo nella zona purtroppo non otteniamo grossi risultati. L’ amarezza di non aver trovato nulla è addolcita dallo spettacolo che il paesaggio sia geologico che visuale offre, e per lo meno è possibile chiudere, almeno per ora, questi versanti, lasciando spazio per le prossime esplorazioni su quelli Nord e Ovest che potrebbero essere più produttivi.
Si ritorna in paese e ci diamo appuntamento a casa degli amici anconetani per un tè caldo e far il punto sulla giornata. Anche dalle altre squadre non arrivano purtroppo notizie esaustive.

4 Gennaio: anche questa mattina appuntamento in piazza per organizzarsi in squadre. Purtroppo gli amici di Napoli e Vito di Castellana ci devono lasciare per tornare alle faccende di tutti i giorni.
Stavolta anche noi ci dividiamo. Io (Claudio) ed Alessandro ci arruoliamo per andare a ramponare in cima all’Alpi mentre Michele si aggrega ad Astigo, Paola e Peppone per andare a vedere un buco segnalato sulla parete Ovest  sempre del monte Alpi.
La nostra squadre è invece costituita da Simone, Alessandro, Francesca,Tacchinotto e Gigliola di Ancona, e Ale Lanzetta del Natura Esplora di Avellino. Abbiamo come obbiettivo vedere un paio di canaloni sul versante Nord, altri sono stati già guardati nelle giornate precedenti, sfruttando la poca neve, ma sufficiente, per individuare i soliti buchi soffianti.
Arrivati a valle dei canaloni ci dividiamo ancora in due squadre (io, Alessandro, Simone e Francesca da una parte, i restanti dall’altra), ed iniziamo a salire lungo il canalone. Facciamo pochi metri ed individuiamo subito due buchetti che sbuffano aria calda e che sono in grado di appannarmi gli occhiali appena ci metto la faccia. Purtroppo troppo piccoli per poterci infilare, quindi prendiamo il punto GPS e procediamo nella salita. Arrivati nella zona alta del bosco ci dividiamo a pettine, mantenendoci a vista, e continuiamo a salire con la speranza di trovare qualcosa. A questo punto l’altra squadra urla “bucooo”, e visto che stavamo uscendo in quel momento dal bosco per avviarci verso la cresta sommitale, ci affrettiamo a raggiungerli. Anche qui buco soffiante aria calda e nulla di più, punto GPS e via. Ci dividiamo ancora e ci diamo appuntamento sulla cresta che punta ad Ovest, per poi ridiscendere e cercare di trovare qualcos’altro durante la discesa. Nulla. Anche qui però buttiamo giù l’amara pillola e ci godiamo l’immenso spettacolo che si gode da questi quasi 2000 metri di altezza. Avventura entusiasmante e divertente, peccato per i pochi risultati.

A questo punto dati gli innumerevoli buchi, buchini e buchetti che sbuffano aria calda osservati e segnati durante questo campo, si è sicuri che la o le grotte ci sono, bisogna solo trovare l’ingresso (fosse facile).

Appuntamento a casa degli Anconetani per il rito del tè e fare il punto della situazione, le notizie anche oggi sono poche e poco esaustive. Meglio accompagnare il tutto con una pizza e tanta birra.

5 Gennaio: ci tocca ripartire, tristi di lasciare questa incantevole zona in cima alla Val d’ Agri, ma felici di essere aver partecipato a questo mini campo insieme ai nostri amici dei vari gruppi. Ora appuntamento sugli Alburni, ma non dimenticando che qui il mondo ipogeo aspetta solo di essere schiuso.