La Befana ai tempi della crisi e la sua antagonista: la “SpeleoBefana”

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Siamo sopravvissuti alla profezia dei Maya, ma scommettiamo che non vorreste fosse questo il più bel regalo da trovare sotto l’albero di Natale. Consoliamoci, fino alla notte del 24 c’è sempre la speranza di riuscire a scartare il desiderio tanto atteso; e se Babbo Natale proprio non ha saputo comprendere quali fossero gli agognati, e speriamo meritati, doni…non ci resta che l’ultimo appello: la Befana!

Ma siamo sinceri: aggrapparci alla Befana ai tempi della crisi non corrisponde proprio al massimo grado di pensiero di un uomo senziente. Le festività legate alla fine di questo anno ed al principio del nuovo, che speriamo tutti possa nascere sotto i migliori auspici, dovrebbero essere l’occasione buona per fare dei bilanci; guardarsi solo un attimo indietro per vedere ancora una volta ciò che stiamo lasciando e sperare di non trovarlo più d’ora in avanti. Perché quello che lasciamo alle spalle si chiama lavoro che non c’è, cassa integrazione, IMU; si chiama inquinamento, surriscaldamento globale, 20°C il 28 novembre ed una tromba d’aria che si porta via la vita di un povero ragazzo.

Ecco, guardare avanti senza ritrovare queste sciagure sarebbe già quanto di meglio si possa desiderare; chiediamolo alla Befana!

Ci tocca però evitare inutili voli pindarici, e mettiamoci per una volta nei suoi panni: a quanti desideri sospesi tocca pensare questa vecchierella sulla sua scopa? A quante delusioni deve rimediare? C’è il rischio che quella scopa serva a spazzare via tutti i nostri sogni irrealizzati, c’è il rischio che la Befana sia stufa dei piagnistei martinesi e che decida invece di accontentare altri desideri, in altre terre, in altri mondi.

Aggrappiamoci allora alla SpeleoBefana ed alla sua corda! Lei c’è, sono oramai più di dieci anni che dimora nelle grotte del nostro territorio, accudita da tutto il Gruppo Speleologico Martinese, e ancora una volta tutti la potranno vedere e toccare. Sarà sufficiente recarsi nel centro storico di Martina Franca, sul sagrato della Basilica di San Martino, la sera del 6 gennaio alle ore 20.00, per poter ammirare la discesa di questa anziana e saggia speleologa, pronta a salutare adulti e bambini, tutti sempre con la mano tesa per acciuffare al volo l’ambita caramella.

Non c’è solo spazio per i golosi, ma anche per i sognatori: la SpeleoBefana scende sulla corda e proprio quella offre in dono a chi vive anche di passioni e sogni. La sua corda è lunga e forte, pronta ad accogliere il peso di tutto quanto vogliamo; la sua corda tesa in piazza ci invita a mettere in mostra ciò che desideriamo per il nostro territorio, ci invita a condividere la parte migliore della nostra comunità.

Ci sarà il buon esempio: passioni e sogni della SpeleoBefana e dei suoi amici del GSM saranno esposti nei palazzi storici attigui alla Basilica. A noi tocca il resto: sui fili dei nostri terrazzi e dei nostri balconi, come se fossero quella corda tesa, prima e dopo la discesa della SpeleoBefana, appendiamo il nostro sogno migliore…sarà sempre quello che farà bene a tutti.